Articolo per la rubrica "L'architettura dopo la Storia" per "il Quotidiano del Sud"
Il processo di molecolare specializzazione che interessa la cultura del nostro tempo spinge, incessantemente, allo svuotamento di sensi e significati ogni prodotto dell’attività intellettuale, riducendo tutto a oggetto di consumo. La visione tecnico-scientifica è, di fatto, divenuta motore in ogni campo del sistema produttivo e dei relativi rapporti di produzione. A causa dell’imperare del Principio Economico ogni cosa è ridotta a mezzo di produzione, e anche il mondo dell’architettura ne è uscito condizionato - è sotto gli occhi di tutti, per chi sa vedere -, al punto da ridurre l’architetto a figura strumentale: viene riconosciuta utilità all’architettura – quasi in ogni dove – se il suo apporto è riconducibile a ‘lavoro tecnico’, a strumento subordinato al principio economico, riducendo così un prodotto dello spirito al principio di utilità, ovvero anch’esso a merce. Già negli anni ’60 emerse, soprattutto in Italia, la crisi dell’architettura e dell’architetto come intellettuale, il cui ruolo si manifestava – in una lettura erede della...
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