Articolo per la rubrica "L'architettura dopo la Storia" per "il Quotidiano del Sud"
Nell’architettura nulla ha prodotto più echi e risonanze, lungo millenni, come il Mediterraneo. Ma il suo nome – sintesi di numerose culture (egizi, cretesi-micenei, fenici, greci, romani) - nelle arti rappresenta una costruzione mitopoietica appartenente al mondo delle idee, per la quale il Kunstwollen di tanti architetti del passato che hanno guardato al mare-nostrum, trova l’uno in una categoria che sorvola la Storia: il Classico. Nel Moderno (ci riferiamo non certo al moderno che ‘si è voluto’ contrapposto agli storicismi, riducendo la questione a un darwinismo linguistico tutto sovrastruttura), ha ancora senso la domanda che Holderlin si poneva nella sua Arcipelago: ‹‹E dove, dimmi, è Atene? La tua, la più amata città/ sulle urne dei grandi lungo le sacre rive/ o triste Dio, è immersa nella sua cenere? O un segno resta ancora di lei, o forse il navigante/ che l’oltrepassa la chiama per nome, la pensa?››
Gli architetti hanno navigato nel mare-nostrum da sempre, e sempre con esso si sono dovuti confrontare alla...
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